San Malachia

Malachìa O’Morgair nacque ad Armagh, in Irlanda, nel 1094 da nobili e pii genitori che lo educarono alla religione cristiana e l’avviarono fin dalla fanciullezza per le vie del sapere, sotto la guida di dotti maestri. Venne battezzato col nome di Maelmhaedhoc (poi latinizzato in Malachia). Ancora giovanissimo scelse una vita da eremita, sotto la direzione di Imaro (Imar O’Hagan), uomo insigne nella santità e nella penitenza.

L’arcivescovo di Armagh, Ceolloch, giudicandolo degno di ricevere i Sacri Ordini, lo ordinò sacerdote all’età di 25 anni, anche se l’età canonica a quel tempo era di 30 anni. Nel 1124 divenne vescovo di Connor e quindi arcivescovo di Armagh (1132). Introdusse nella Chiesa irlandese il rito romano e appoggiò la riforma cistercense. In un viaggio che fece a Roma, ricevette la potestà di Legato Apostolico d’Irlanda.

Sono attribuite al santo numerose guarigioni, fenomeni di levitazione e il dono della profezia.

Nel 1148, mentre era in viaggio per Roma, Malachia si ammalò gravemente e morì a Clairvaux il 2 novembre di quello stesso anno. S. Bernardo ne fece l’elogio funebre e ne scrisse la vita. E’ stato canonizzato nel 1190 da Clemente III (festa: 3 novembre).

Le profezie attribuibili con certezza a San Malachia hanno per oggetto essenzialmente i destini dell’Irlanda e preannunciano oppressione e persecuzioni da parte dell’Inghilterra e calamità di ogni tipo.

Le celebri profezie sui Papi, ritrovate nel 1590, sono certamente quelle più note, ma secondo molti studiosi non sono attribuibili a Malachia ma piuttosto a un anonimo (alcuni ipotizzano perfino Nostradamus) che le avrebbe redatte non molto tempo prima del loro ritrovamento. Padre François Cucherat, che nel XIX secolo ebbe modo di studiare approfonditamente il caso (cfr. “La prophétie de la succession des Papes”, M. F. Cucherat, cap. XV), sostiene invece che sarebbero state scritte durante un viaggio a Roma, nel quale Malachia ebbe una strana visione in cui vide la lista dei Pontefici che avrebbero governato la Chiesa fino alla fine dei tempi. Malachia, sempre secondo Cucherat, affidò poi il manoscritto a Innocenzo II e il documento rimase nascosto negli archivi vaticani fino alla sua scoperta avvenuta dopo 400 anni esatti dalla sua morte. Il documento venne pubblicato da Arnold de Wyon nel 1595, da quel momento continue diatribe si sono susseguite fra gli esperti sulla sua reale autenticità.

Queste profezie sono costituite da 112 motti scritti in latino nei quali vengono profetizzati altrettanti pontefici, da Celestino II fino al Papa che governerà la Chiesa nel tempo in cui Dio “giudicherà il suo popolo”.

E’ sorprendente l’esatta corrispondenza di molti di questi motti con alcuni aspetti della vita e della storia di vari pontefici vissuti dalla morte di Malachia fino a oggi.

Secondo gli studiosi di profezie, col motto “De Medietate Lunae” (“Della Metà della Luna”) viene indicato Papa Giovanni Paolo I, il cui pontificato durò soltanto 33 giorni, cioè una lunazione, dal 26 agosto 1978 al 29 settembre 1978; morì alla metà del mese lunare.

Sempre secondo questi interpreti, Giovanni Paolo II viene designato col motto “De Labore Solis” (“Del Lavoro del Sole” o anche “Della Fatica del Sole”). “Del Lavoro del Sole” potrebbe essere riferito alla consacrazione del suo pontificato alla Madonna, la quale nell’Apocalisse di Giovanni viene indicata come la “donna vestita di sole”. “Della Fatica del Sole” potrebbe avere invece a che vedere con due eclissi di sole particolarmente significative per questo pontefice: la prima verificatasi il 18 maggio 1920 (giorno della sua nascita), l’altra il giorno dei suoi funerali (15 aprile 2005).

Il successore di “De Labore Solis” è indicato come “De Gloriae Olivae” (“Della Gloria dell’Ulivo”) e corrisponderebbe all’attuale papa Benedetto XVI. Ammettendo che la profezia di Malachia sia vera, questo motto potrebbe spiegarsi col fatto che Papa Ratzinger potrebbe dimostrarsi un grande uomo di pace (l’ulivo è notoriamente il simbolo della pace per eccellenza). Lo stesso Benedetto XVI, il 27 aprile del 2005, motivò così la scelta di quel nome: «Desidero porre il mio ministero a servizio della riconciliazione e dell’armonia tra gli uomini e i popoli […] Sarò un Papa al servizio della pace». Per altro San Benedetto da Norcia – di cui questo papa ha assunto il nome e al quale è particolarmente devoto – è noto per essere stato un grande “messaggero di pace” (così lo definì Paolo VI quando nel ’64 lo proclamò Patrono d’Europa). Inoltre il motto dei Benedettini è proprio “PAX” (= “PACE”).

Il papa seguente (l’ultimo nella lista di pontefici) viene indicato come “Pietro il romano” (si farà chiamare Pietro II?). Ecco cosa dice la profezia di Malachia a proposito di questo pontefice: “Durante l’ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa siederà Pietro il romano che pascerà il suo gregge tra molte tribolazioni; quando queste saranno terminate, la città dei sette colli sarà distrutta e il temibile Giudice giudicherà il suo popolo. Amen” (“In persecutione extrema sacrae romanae ecclesiae sedebit Petrus romanus, qui pascet oves in multis tribulationibus; quibi transactis, civitas septis collis diruetur, ed Judex tremendus judicabit populum suum. Amen.“).

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